Marmellata di Uva e pensieri malinconici

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Ormai è ufficialmente arrivato il freddo [quello vero mannaggia!] e ho pensato che mentre ero lì a metter via i sandaletti e i vestitini leggeri, forse era il caso di fare un po’ d’ordine anche sui pensieri che mi hanno accompagnato nei mesi caldi… Quella appena trascorsa è stata un’estate surreale, una vacanza per l’anima scandita da continui spostamenti e continui cambi di prospettive, ma con in mente pochi chiodi fissi ben piantati fin nel profondo della mia piccola [e vuota] scatola cranica…
Durante tutti questi caldi mesi sono stata innamorata di un ragazzo magnifico, una di quelle persone che sanno riflettere attorno a sé la loro bellezza e riescono a tirar fuori dagli altri quanto hanno di positivo. In tutti questi mesi ho testardamente taciuto, perché per tutta una serie di svariate ragioni so di non meritare questo ragazzo con gli occhi di un bambino e un sorriso pieno di gioia… Eppure ho vissuto di speranza, e di illusione: dopo aver cercato invano di non ascoltare i miei sentimenti, fin dall’inizio ho fatto di tutto per essere razionale e non costrurmi castelli in aria che si sarebbero poi trasformati in gabbie per i miei pensieri….e invece il mio inconscio, che è ancora quello di una stupida adolescente, ha pian piano creato sogni impossibili di felicità, lui era [geograficamente] lontano da me e io potevo come una sciocchina fantasticare di momenti passati insieme e di un amore che finalmente mi avrebbe completata…

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Penso di aver già detto numerosissime altre volte quanto per me sia terapeutico preparare marmellate: passare ore interminabili davanti ai fornelli compiendo gesti lenti e tutti uguali mi apre la mente, e i pensieri trovano di solito le loro motivazioni, le loro cause e le loro conseguenze…
Questa volta ho deciso di provare a preparare un marmellata con l’uva che si usa per fare il vino, come quella che mio papà ha raccolto in vendemmia su colline lontane…
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Per fare la marmellata d’uva, ho “sgranato” gli acini in una pentola e li ho fatti cuocere a fuoco medio per circa 3/4 d’ora, mettendoci a inizio cottura meno di mezzo bicchiere d’acqua giusto per non farli attaccare. Li ho passati al passaverdura per eliminare i semi e la buccia più dura; ho aggiunto 400 g di zucchero per 1 kilo di passata e ci ho messo 3-4 mele tagliate a pezzettini per far sì che la marmellata venisse un po’ più densa. Ho fatto cuocere la marmellata per un’altra mezz’ora abbondante mischiando di tanto in tanto, poi l’ho passata nuovamente al passaverdura [detesto il cambio di consistenza!] e l’ho infine messa in tanti piccoli vasetti che adesso riposano al buio ben chiusi e capovolti [sterilizzazione 1.0…]***

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Con un po’ di marmellata ci ho già farcito una tortina fatta con la farina integrale che mi son mangiata per colazione, per cercare con un po’ di dolcezza di togliermi quella faccia imbronciata di chi è contrariato con sé stesso per la sua stupidità…

Torta di farina integrale
200 g di farina integrale
100 g di farina bianca
300 g di burro
300 g di zucchero [150 semolato + 150 di canna]
6 uova
1 bustina di lievito
1 bustina di vanillina
1 barattolo di marmellata
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In una ciotola si lavora il burro con i 2 tipi di zucchero, poi si aggiungono i tuorli, la vaniglia, le farine, il lievito e un pizzico di sale. A parte si montano gli albumi a neve ben ferma e poi si incorporano delicatamente al resto del composto. Si versa in uno stampo imburrato e infarinato e si inforna a 180° per circa 45  minuti. Una volta tolta dal forno, la torta deve raffreddare prima di essere tagliata a metà e farcita con la marmellata.***

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Ora che l’estate è davvero finita, io sono definitivamente rientrata da quella che è stata una vacanza dell’anima e la realtà mi ha travolto come un trattore: continuo a non meritare quel ragazzo, la nostra giovane amicizia non può andare da nessuna parte, e anzi io non ho nessun diritto di pretendere un bel niente.

Poi però mentre preparavo la mia marmellata di uva ho capito una cosa: più importante di ogni capriccio post-adolescenziale, è la possibilità di passare del tempo con lui, per poter ridere dei suoi modi goffi e scaldarmi del calore della sua allegria contagiosa… D’altronde, solo perché l’estate finisce non è che il sole smette di sorgere e tramontare, e scaldare tutti i piccoli sassolini che riposano in riva al fiume..

 

Now that she’s back from that soul vacation
Tracing her way through the constellation,
She checks out mozart while she does tae-bo
Reminds me that there’s time to grow
[Train – Drops of Jupiter]

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